Il tempo è denaro, si
diceva una volta. Oggi, alla fine del 2012, avremmo voluto scrivere
parole di elogio per l'amministrazione comunale e il suo consiglio.
Elogio sul come siano riusciti, in sinergia con i cittadini che li
hanno eletti, a risolvere in “appena” un anno di tempo l'annoso
problema della gestione dei rifiuti e dei suoi costi che a partire
dal 2013 ricadranno interamente sulle spalle di quei cittadini
responsabili che si ostinano a pagare, nonostante tutto, tasse e
tariffe sconsiderate se rapportate alla qualità dei servizi offerti.
Avremmo tanto voluto
scriverle queste parole. Ma proprio non possiamo. Nostro malgrado, e
ancora una volta, dobbiamo sottolineare ciò che non è stato fatto
ma che poteva benissimo esser fatto, e per tempo, al di là di tutte
le scuse possibili e immaginabili che periodicamente ci vengono
fornite una volta dal consiglio, una volta dal sindaco.
Quando nell'estate del
2011 il “Comitato Permanente in Difesa del Cittadino” presentò
al consiglio comunale la delibera di iniziativa popolare con una
proposta di revisione della gestione dei rifiuti, doveva aspettarsi
che, nonostante le leggi impongano determinate scadenze alle
istituzioni democraticamente elette, questa risultasse lettera morta
sia per il consiglio, che nel frattempo si è riunito pochissime
volte per parlare sempre di concessioni di suolo pubblico e poche
altre faccende “'d'ufficio”, ma soprattutto per sindaco e giunta,
uomini solitari impegnati alla ricerca di soluzioni inverosimilmente
vetuste (vedi discarica Stretto) che farebbero impallidire anche gli
amministratori di 30 anni fa.
