Sabato 10 Marzo il “Comitato
Permanente in Difesa del Cittadino” ha partecipato all'evento
organizzato dal movimento 5 Stelle per parlare del futuro della
gestione dei rifiuti a Caltanissetta. All'incontro, che ha visto la
lodevole partecipazione dell'ATO e della dot. Poli, imprenditrice operante nel campo del riciclo, erano presenti diverse associazioni,
movimenti e comitati fra i quali il nostro.
L'occasione è stata
utile per portare innanzi al commissario liquidatore dell'ATO Elisa
Ingala le perplessità che ha il comitato riguardo al progetto
presentato lo scorso 13 Febbraio alla Regione sul nuovo piano digestione dei rifiuti.
Riconfermando il nostro plauso per gli
sforzi fatti dall'ATO nel tentativo di cambiare rotta rispetto al
passato non possiamo non evidenziare ancora una volta queste
criticità, chiedendo che venga fissato un incontro specifico con i
cittadini, le associazioni e i movimenti per discutere puntualmente
sulle questioni che di seguito elenchiamo.
- Partecipazione dei cittadini: il processo di cambiamento in atto deve per forza di cose coinvolgere la popolazione poiché saranno i cittadini a decretare il successo o l'insuccesso delle azioni intraprese. Per questo motivo è necessario che ATO, consiglieri, assessori, comitati cittadini, sindacati, associazioni, movimenti e partiti siano tutti presenti nel tavolo delle decisioni anche per evitare futuri scontri sociali e politici e per correggere eventuali errori o apportare migliorie alla prima stesura del piano.
- Cassonetti intelligenti: dalle relazioni fatte dall'ATO emergono alcuni punti critici che potrebbero portare molti più svantaggi che vantaggi. Nel dettaglio l'ATO dice di aver preso spunto dal modello Bologna, dopo averne valutati altri due (modello Salerno e Firenze), che prevede cassonetti intelligenti. Guardando i dati di raccolta differenziata di queste realtà si capisce che la direzione intrapresa forse non è la migliore. Bologna ha una raccolta differenziata ferma al 34%, Firenze del 45% e Salerno del 70%. Sarebbe quindi logico adottare Salerno a modello e non Bologna. Salerno attua una politica già estesamente collaudata in tutto il mondo di porta a porta intensivo, ovvero con l'eliminazione totale dei cassonetti stradali in tutto il territorio comunale, siano essi “intelligenti” o “stupidi”. Questa opzione si è ampiamente dimostrata essere l'unica che riesca a garantire alti livelli di raccolta e altissimi livelli di riciclo (qualitativi e quantitativi) del materiale raccolto, cosa che i cassonetti intelligenti non garantiscono per alcuni limiti impossibili da eliminare. Fra l'altro il porta porta, che implica solo un iniziale sforzo dovuto al cambio di abitudini del cittadino, è il metodo più accettato dalla popolazione perché realmente con questo può adottarsi una tariffa puntuale premiante per i comportamenti virtuosi. Il metodo dei cassonetti intelligenti purtroppo, oltre a essere eccessivamente costoso nel breve e nel lungo tempo e a non garantire livelli di occupazionali alti, cosa che il porta a porta fa autoalimentandosi con le economie che crea e che garantiscono i posti di lavoro, non ha portato tangibili benefici dove sono stati adottati anche perché sono fonte di enormi e costosi problemi dovuti a manutenzioni e malfunzionamenti continui.
- Impiantistica: la dot. Poli, nei suoi interventi, ha individuato delle criticità sul tipo di impianti che vuole adottare l'ATO. A riguardo esiste una letteratura sconfinata che dice espressamente quali sono gli impianti che possono produrre economia e lavoro e quelli che per loro natura sopravvivono solo se incentivati da fondi statali o sorretti dalle tasse. Alcuni impianti scelti dall'ATO, come ad esempio l'impianto di trattamento molecolare, hanno una tecnologia che rende il rifiuto inerte ma non riutilizzabile. Ovvero tutto ciò che esce da questi impianti deve andare obbligatoriamente in discarica, aggravando così i costi sulla comunità che deve pagare questo tipo di servizio. Esistono altri tipi di impianti che rendono il rifiuto sempre riutilizzabile e quindi vendibile, e che quindi creano per loro natura un ciclo economico virtuoso che non richiede sovvenzioni di alcun tipo.
- Discariche: premesso che con un'attenta scelta degli impianti da realizzare le discariche potrebbero non essere necessarie, se proprio si deve prevederla non è più possibile pensare di imporre un sito senza interessare nel processo decisionale la popolazione. E' logico che poi i cittadini sentendosi lesi nei loro interessi scendano in piazza a protestare. E' allora più utile scegliere eventuali siti per le discariche insieme ai cittadini per evitare qualsiasi problema e per trovare un compromesso accettato dalla comunità evitando i soliti conflitti sociali e politici.
Al comune verrà discusso presto la
delibera presentata dal comitato sui temi sopra trattati più altri
di fondamentale importanza che di certo, se approvati, porteranno
alla modifica del regolamento comunale che è condizione
indispensabile affinché il nuovo servizio di gestione dei rifiuti
abbia un reale successo.
La futura discussione sarà quindi un momento importante per la città per portare alla ribalta un argomento che dovrebbe interessare tutti indistintamente.
La futura discussione sarà quindi un momento importante per la città per portare alla ribalta un argomento che dovrebbe interessare tutti indistintamente.
Nessun commento:
Posta un commento