l Comitato Permanente in difesa del cittadino, ritiene opportuno e necessario fare il punto della situazione, relativamente alla problematica TARSU che in questi ultimi giorni continua a tenere in allarme una intera città a causa di dichiarazioni e prese di posizione che nulla hanno a che fare con la realtà.
Dagli incontri con il Consiglio, con la conferenza dei Capi gruppo e con il Presidente del Consiglio Comunale è scaturito semplicemente che, purtroppo, la questione “aumento 40%” non è politicamente risolvibile in maniera bonaria per come avevamo sperato e puntato. Gli incontri che si sono susseguiti in un clima di serena collaborazione, hanno messo in evidenza che relativamente alla delibera della Amministrazione Comunale relativa all’aumento del famigerato 40% della TARSU voluta dal sig. Sindaco nel 2010, il Consiglio Comunale, per tutta una serie di motivazioni politiche, che non stiamo qui ad elencare, è nella impossibilità di intervenire e che pertanto nel rispetto della scellerata delibera, il sollecito dovrebbe essere pagato. In poche parole, gli errori di valutazione, l’arroganza e la incapacità politica di amministrare non possono essere corretti anche mettendo in campo tutta la buona volontà possibile e per questa impotenza, vera o supposta, i Cittadini, come al solito, dovrebbero subire passivamente il delirio di onnipotenza di chi è convinto di detenere lo scettro del comando.
martedì 28 agosto 2012
lunedì 20 agosto 2012
Aumento 40% bollette TARSU 2010. La posizione del Comitato permanenete in difesa del cittadino
Il comitato permanente in difesa del cittadino sta valutando attentamente con i propri legali le modalità per inoltrare ricorso alla commissione tributaria e se necessario anche al Tar e alla Magistratura per risalire alle responsabilità di merito e contro le arroganti pretese di chi ha voluto cocciutamente lo scellerato aumento in questione.
Un aumento deciso dal sindaco e deliberato dalla giunta comunale ma fortemente bocciato e contestato dai cittadini e dal consiglio comunale che prima con "atto di indirizzo", votato a larga maggioranza, invitava il sindaco a ritirare la delibera e dopo, riscontrando la testardaggine e la sordità del sindaco, deliberava a larga maggioranza l'abbattimento e l'annullamento dell'aumento in questione per l'anno 2011 e quelli a seguire.
Un aumento deciso dal sindaco e deliberato dalla giunta comunale ma fortemente bocciato e contestato dai cittadini e dal consiglio comunale che prima con "atto di indirizzo", votato a larga maggioranza, invitava il sindaco a ritirare la delibera e dopo, riscontrando la testardaggine e la sordità del sindaco, deliberava a larga maggioranza l'abbattimento e l'annullamento dell'aumento in questione per l'anno 2011 e quelli a seguire.
Iscriviti a:
Post (Atom)