Più di 80.000 firme a favore della legge di iniziativa popolare “Rifiuti Zero” sono state consegnate lunedì 30 settembre alla presidente della Camera Laura Boldrini. 80.000 firme raccolte da migliaia di cittadini che, senza il clamore che solitamente accompagna le iniziative promosse dai partiti e dai grandi movimenti nazionali, hanno comunque saputo aggregare molteplici ed eterogenee identità sotto la spinta di un'unica idea: garantire un futuro più sostenibile all'Italia.
A leggere i dati si stenta quasi a credere che nel giro di pochi mesi, e senza che nei grandi mezzi di comunicazione come giornali, radio e televisioni nazionali passasse neanche uno spot pubblicitario, si siano raccolte così tante firme. Questo, e considerando anche gli oggettivi limiti caratteristici di un'organizzazione di volontari, dimostra ancor di più che in Italia cresce sempre più una coscienza civica collettiva che sa individuare i reali problemi del paese e sa trovare reali occasioni di trasformare questi problemi in risorsa. Ed è questo ciò che fa la legge denominata “Rifiuti Zero”: trasformare il problema rifiuti in risorsa per i cittadini. Una risorsa che crea benessere diffuso e sostenibile.
Ora la speranza dei cittadini Italiani è, bisogna dire purtroppo visto l'andazzo degli ultimi decenni, legata alla capacità del parlamento di concretizzare ciò che è stato consegnato loro lo scorso 30 settembre. Ma anche per questo, grazie alla rete che nel frattempo si è formata in occasione della raccolta firme, si farà di tutto per “ricordare” ogni giorno ai nostri parlamentari che il tempo delle chiacchiere da salotto sono finite.
giovedì 3 ottobre 2013
mercoledì 18 settembre 2013
Conclusa la raccolta firme a favore della legge di iniziativa popolare Rifiuti Zero
Si conclude con l'invio
a Roma di circa 1.500 firme la campagna di raccolta firme a favore
della legge di iniziativa popolare “Rifiuti Zero”. 1.500 persone
della provincia nissena, in particolare dei comuni di Caltanissetta,
San Cataldo e Serradifalco, hanno ancora una volta dimostrato che il
cittadino è pronto, anzi, richiede a gran voce, un cambiamento
epocale sulla gestione dei rifiuti in una direzione che pian piano
sta coinvolgendo tutti i paesi del mondo: quella della strategia
“Rifiuti Zero”. Due parole che esprimono sinteticamente un modo
di trattare il rifiuto economicamente e ambientalmente sostenibile.
L'iniziativa di legge
per la quale sono state raccolte le firme vuole esser ancora una
volta uno stimolo per chi oggi amministra un'Italia pesantemente in
ritardo sul settore del trattamento dei rifiuti, con addirittura
pericolosi indietreggiamenti come dimostrano i mal celati tentativi
di introdurre tecnologie più o meno obsolete che puntano alla
distruzione del rifiuto invece che alla sua valorizzazione.
L'incenerimento del rifiuto, anche a fini di “recupero”
energetico, è ormai considerata una pratica diseconomica tant'è che
gli efficienti paesi del nord Europa, che da decenni usano prodursi
energia tramite i cosiddetti termovalorizzatori, stanno da tempo
programmando la dismissione totale di questo modo di trattare il
rifiuto a favore di un suo recupero reale. E le recenti crisi dei
termovalorizzatori del nord europa, ormai costretti a importare
rifiuti dai paesi vicini per mantenere in vita qualcosa che va
comunque ammortizzato nei costi, dimostrano senza ombra di dubbio che
quei paesi sono già molto avanti in fatto di differenziata e
recupero del rifiuto a tal punto da far mancare il combustibile agli
inceneritori. E, se ciò non bastasse, questo dimostra altresì che
gli inceneritori, nel ciclo di smaltimento dei rifiuti, con tutti i
costi e i problemi ambientali che comportano, non sono affatto
necessari.
In Sicilia la
situazione è ancor più grave che nel resto dell'Italia dove
comunque esistono eccellenze in fatto di trattamento dei rifiuti che
hanno dato spunti pratici alla stesura dell'iniziativa di legge che
verrà presentata al parlamento, accompagnata dalle firme raccolte in
tutta Italia, nel prossimo mese di ottobre. Ad oggi, nella nostra
regione, si è infatti pensato solamente a ingrandire o addirittura a
riaprire discariche esistenti e al collasso tramite azioni fatte in
stato di commissariamento che aggirano di fatto molte regole e
direttive esistenti nel nostro territorio nazionale, aggravando in
questo modo la già pericolosa situazione attuale e rimandando il
problema alle generazioni future. Si sta inoltre tentando, quasi
sotto banco e comunque cercando di non fare molto clamore, di
introdurre tecnologie molto simili a quelle degli inceneritori come
gli impianti di pirolisi e di produzione di energia tramite biomasse
che all'occorrenza possono essere utilizzati come inceneritori.
Paradossalmente però non ci si è occupati con la stessa convinzione
di altri tipi di impianti utili al reale recupero del rifiuto come i
centri di compostaggio o i centri di selezione e recupero della
frazione secca che in un sol colpo abbasserebbero i costi di gestione
del rifiuto o quantomeno aumenterebbero, senza aumentare il costo a
carico del cittadino, il numero dei posti di lavoro. E di questi
tempi le nostre città, i nostri territori, hanno fortemente bisogno
di un ciclo industriale capace di auto reggersi e generare sviluppo
concreto e sostenibile provocando quindi quel benessere diffuso come
avviene in molte parti del mondo dove si è adottata la strategia
Rifiuti Zero.
I cittadini sono pronti
da tempo per il cambiamento che anche la stessa Europa ci chiede
ormai da anni. Non servono sperimentazioni o prove. Ora serve
soltanto agire nel più breve tempo possibile per evitare che ancora
una volta i cittadini paghino a caro prezzo le inefficienze di chi
governa. I nostri amministratori ancora sembrano non aver capito fino
in fondo l'opportunità che può dare una strategia che i fatti
dimostrano funzionare al di la di ogni credo politico.
Speriamo quindi che
questa legge di iniziativa popolare possa rappresentare l'ennesimo
giusto stimolo per chi è chiamato a fare primariamente gli interessi
della collettività e non dei soliti pochi singoli imprenditori.
mercoledì 3 aprile 2013
Votata la delibera di iniziativa popolare. Si passi ora ai fatti
Lo scorso 18 Marzo, a
Caltanissetta, è avvenuto un fatto davvero storico di cui purtroppo
pochi ne hanno conoscenza e pochissimi ne hanno appreso la reale
portata. Per la prima volta è stata infatti votata in un consiglio
comunale una delibera voluta, scritta e presentata direttamente dai
cittadini tramite il meccanismo previsto dallo statuto comunale sulle
delibere di iniziativa popolare.
In altri posti una
notizia del genere sarebbe stata sulla bocca di tutti per almeno una
buona settimana, e non solo per il delicato tema trattato dalla
delibera, che lo ricordiamo è la gestione dei rifiuti secondo i
dettami della strategia internazionale “Rifiuti Zero”, ma per il
fatto che un gruppo di persone armate di santa pazienza e tanta tanta
costanza siano riuscite a proporre soluzioni concrete
all'amministrazione servendosi di una piccola forma di democrazia
diretta in un periodo in cui la parola democrazia viene spesso
confusa con la qualità dell'elettore di dare il potere in mano al
“santone di turno” sperando poi nella sua infinità bontà.
lunedì 4 febbraio 2013
TARES. Si può ancora fare qualcosa
Giovedì 31 gennaio, nella sede del Movimento “Intesa Civica Solidale” a Caltanissetta, si è tenuto un incontro sul tema: “TARES, nuovo regime di tassazione per i servizi di smaltimento dei rifiuti. disservizi e costi”.
L’incontro aperto a tutti i cittadini e fortemente voluto dai rappresentanti del movimento ICS, ha visto la partecipazione del “Coordinamento dei comitati di quartiere”, del “Comitato Permanente in Difesa del Cittadino” e delle associazioni che da tempo collaborano con ICS per definire una efficiente organizzazione del servizio di gestione dei rifiuti.
L’incontro aperto a tutti i cittadini e fortemente voluto dai rappresentanti del movimento ICS, ha visto la partecipazione del “Coordinamento dei comitati di quartiere”, del “Comitato Permanente in Difesa del Cittadino” e delle associazioni che da tempo collaborano con ICS per definire una efficiente organizzazione del servizio di gestione dei rifiuti.
lunedì 21 gennaio 2013
TARES 2013. Bastava pensarci per tempo
Era il 2010 quando il Comitato Permanente in Difesa del Cittadino lanciò
per primo l'allarme TRES, oggi conosciuta come TARES, la tariffa che
sostituirà la tanto odiata, ma presto rimpianta, TARSU. Lo si sapeva da
tre anni che sarebbe arrivato il momento della resa dei conti. E' bene
ricordarlo a tutti quegli smemorati che come per l'IMU cercano di
infinocchiare i cittadini arrampicandosi sugli specchi usando frasi del
tipo “non è colpa nostra, è colpa dell'ultimo governo centrale e di quello regionale. Noi non ci entriamo nulla. Non ci dormiamo più la notte”.
Caro sindaco Campisi. Sarà pure colpa di altri, come lei sempre viene a dirci con solerzia in queste occasioni. Quegli altri che ottimisticamente prevedevano che nel frattempo le amministrazioni locali riuscissero in tre anni a raggiungere quegli obiettivi di legge fissati da tempo come quel 65% di raccolta differenziata che avrebbe dato un senso logico alle cifre necessarie per mantenere il servizio di gestione dei rifiuti a spese del cittadino. Ma anche lei, Signor sindaco, ci consenta di ricordarglielo, ci ha messo un po' del suo.
Caro sindaco Campisi. Sarà pure colpa di altri, come lei sempre viene a dirci con solerzia in queste occasioni. Quegli altri che ottimisticamente prevedevano che nel frattempo le amministrazioni locali riuscissero in tre anni a raggiungere quegli obiettivi di legge fissati da tempo come quel 65% di raccolta differenziata che avrebbe dato un senso logico alle cifre necessarie per mantenere il servizio di gestione dei rifiuti a spese del cittadino. Ma anche lei, Signor sindaco, ci consenta di ricordarglielo, ci ha messo un po' del suo.
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