venerdì 11 maggio 2012

Delibera di iniziativa popolare. I cittadini aspettano ancora

Marzo è passato. Ma anche Aprile è passato, e alla fine Maggio passerà senza che il consiglio comunale cominci la discussione della delibera di iniziativa popolare così come era stato annunciato a inizio 2012 lasciando ben sperare i cittadini che l'avevano confezionata e presentata al comune nell'ormai lontano 2011.
Una delibera che parla di gestione dei rifiuti, sopratutto dal punto di vista comunale, per attivare quei percorsi che potrebbero migliorare uno stato di fatto abbastanza vergognoso e che preoccupa più per i problemi che causerà ancora nel futuro che per quelli fino ad oggi causati.
Cosa ancora impedisce il consiglio a portare in aula la delibera che fra le altre cose potrebbe riunire per la prima volta attorno a uno stesso tavolo il sindaco e la sua amministrazione, tutto il consiglio comunale, l'ATO, i movimenti politici, i partiti, i comitati e i semplici cittadini per parlare del futuro della nostra città?

Si è vero. Gli scenari regionali non sono dei più rosei e scoraggerebbero qualunque amministrazione. Oggi più che mai nessuno sa chi deve fare e cosa. I progetti sperimentali presentati dai vari ATO, che rappresentavano in alcuni casi dei buoni punti di partenza, molto probabilmente non vedranno mai la luce mentre il piano regionale dei rifiuti continua il suo percorso ad ostacoli in giro per l'Italia il che complica non di poco le cose.
A livello locale abbiamo subito, e sicuramente continueremo a subire, le giustissime proteste dei netturbini ai quali non vengono corrisposti i loro legittimi stipendi perché in sostanza l'amministrazione comunale, e quindi l'ATO CL1, non sanno dove racimolare le enormi somme per pagare un servizio che, non ci stancheremo mai di ripeterlo, è solo un sistema mangia risorse.

Cosa fare allora? Ci sono tante, tantissime piccole e grandi cose da fare e molte di queste sono indicate proprio nella delibera consegnata lo scorso 2011 corredata di 4000 firme di cittadini che avevano compreso, forse più di chi ci amministra, che è indispensabile cambiare immediatamente rotta per non rimanere stritolati da un sistema vecchio e pericoloso.
E allora, visto e considerato che l'ATO sarà chiamato nei prossimi mesi per l'ennesima volta a fare un bando “d'emergenza” per ri-prorogare l'attuale servizio, perché il consiglio non prende la palla al balzo e non provvede a convocare tutti gli attori sopra indicati proprio per parlare di gestione di rifiuti in città nella sede istituzionale per eccellenza quale è il consiglio comunale? Molti ATO siciliani, nella stessa emergenza in cui si trova quello nisseno, sono comunque riusciti a fare cose egregie. A Delia, ATO CL2, per chi se lo fosse dimenticato, si è riusciti a raggiungere comunque il 58% di raccolta differenziata e a risparmiare migliaia di euro a vantaggio della collettività. E la banalissima scusa che loro, al contrario di Caltanissetta, sono un piccolo paese dove è più facile fare certe cose non regge perché sennò non si spiegherebbe il fatto che a Reggio Emilia, Capannori, Salerno, San Francisco (7,468,390 abitanti che con la differenziata porta a porta sono al 78% di raccolta differenziata, grattacieli e villette comprese!!!), che sono realtà decisamente più grandi della nostra si sia riuscito nell'arco di pochissimi anni, e in alcuni casi mesi, a trasformare un problema in risorsa.

Le cose basta volerle e poi saperle ottenere.
Un gruppo di cittadini, al di fuori di logiche partitiche o di appartenenze politiche, più di un anno fa hanno scritto la delibera che grazie a 4000 firme raccolte in soli 4 giorni è stata presentata al comune. Per legge sarebbero dovuti passare non più di 30 giorni per portarla in aula consiliare dal momento della presentazione. Ma proprio per la complessità degli argomenti trattati i cittadini non hanno insistito che fosse mantenuta tassativamente la tempistica prevista dallo statuto comunale per dare modo ai consiglieri di preparare al meglio un lavoro di vitale importanza.
Abbiamo avuto nei mesi precedenti e successivi alla consegna della delibera tanti consensi non solo da parte dei tanti altri cittadini che hanno saputo solo in ritardo delle attività del “Comitato permanente in difesa del cittadino”, ma anche da parte di movimenti politici e partiti, alcuni dei quali si trovano oggi nelle condizioni di riprendere quell'iter al comune che ad oggi sembra essersi impantanato non si sa bene dove e perché.
A loro, e a tutti e trenta i consiglieri, chiediamo uno scatto di orgoglio. Che rispettino la volontà dei cittadini, lo statuto comunale ma soprattutto la parola che loro stessi hanno dato a persone che hanno messo a disposizione gratuitamente il loro tempo, la loro passione, la loro faccia e le loro risorse per cercare di risolvere un problema grave della nostra città.
Non è più tempo di rimandare. E' tempo di agire.

Comitato Permanente in Difesa del Cittadino

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