Forse non tutti se ne saranno accorti ma siamo nel bel mezzo di una svolta epocale. Mentre la Regione Sicilia ha dato mandato all'ATO CL1 di presentare un progetto sperimentale sul servizio di gestione integrata dei rifiuti che rivoluzionerà la vita a 15 comuni del nisseno, a Roma il piano rifiuti della Regione siciliana sembra avviarsi a compimento lasciando intravedere all'orizzonte quello spiraglio che metterà finalmente al bando le parole “emergenza rifiuti” e “commissariamento” che tanto danno hanno fatto negli ultimi anni.
Negli scorsi giorni la dott. Ingala ha fatto sapere a mezzo stampa che l'ATO CL1 è riuscito a presentare nei termini previsti il proprio progetto di bando alla regione. La buona notizia è che dalla relazione fatta su tale bando dalla stessa dottoressa sembrerebbe proprio che si sia fatto un taglio netto col passato sposando finalmente le ormai numerose normative europee, nazionali e regionali in materia di rifiuti sino ad oggi criminalmente ignorate. Si andrà quindi, almeno nelle intenzioni, verso una seria raccolta differenziata, nasceranno centri per il recupero dell'umido, la componente di rifiuto maggiormente contenuta nei nostri sacchetti, saranno costruiti centri di pretrattamento, selezione e valorizzazione della frazione secca, avverrà il potenziamento e l'adeguamento dei centri di raccolta comunali.
Di tutto questo, e bisogna darne atto, dobbiamo dare merito alla dottoressa Ingala e al suo staff che nei tempi ristretti imposti dalla regione sono riusciti a cominciare il lavoro.
Usiamo il termine cominciare perché certamente, con queste nuove e belle notizie, la faccenda non è assolutamente conclusa. Anzi. E non solo per l'enorme mole di lavoro che il bando di cui sopra implicherà.
Sembrerebbe perciò tutto bello e benedetto, come si dice dalle nostre parti, se non fosse per alcuni dettagli, e non di poco conto, che ad un'attenta riflessione farebbero allarmare anche il più ingenuo dei cittadini.
La relazione della dott. Ingala ha lasciato trapelare qualche non rassicurante informazione in più sul tipo di bando che è stato presentato alla regione e di cui tutti, cittadini in primis, ma anche, e questa è una cosa davvero poco comprensibile, consiglieri comunali, associazioni ambientaliste e non, movimenti politici e addirittura i partiti, ne sconoscono la reale stesura.
E allora qualcosa non ha funzionato a dovere. Qualche passaggio è stato saltato e la qual cosa non può essere giustificata solo con i tempi ristretti che aveva a disposizione l'ATO per presentare un progetto che, interessando pesantemente e in modo diretto la città, non poteva esimersi da un confronto cittadino. E non potrà più continuare a farlo, non fosse altro che il piano che si sta mettendo su carta avrà bisogno dell'aiuto e della condivisione totale di tutta la città affinché questo, poiché richiederà l'attivazione consapevole di ognuno di noi, abbia realmente successo.
Bypassare i cittadini si sa, è troppo facile, specialmente quando questi sono talmente pignoli da fare le pulci su tutto quel che passa il convento magari rovinando la festa a qualcuno.
Ma i cittadini hanno il dovere di non starci anche perché la pelle scotta ancora dalle tante bruciature subite in passato. Per questo motivo il “Comitato permanente in difesa del cittadino” ha sentito il bisogno di convocare a raccolta tutti i comitati di quartiere, le associazioni, i movimenti, i partiti, ma soprattutto i consiglieri comunali, per parlare tutti insieme della più grande occasione di sviluppo che si sta presentando nel nostro territorio e per cercare di capire perché i cittadini non siano tutt'oggi protagonisti attivi di questo fondamentale cambiamento.
Durante l'assemblea, che si è svolta giovedì 16 febbraio sera nei locali del comitato di quartiere di San Luca, sono usciti quindi fuori i punti critici sopra menzionati che preoccupano e allarmano non poco.
E allora parole come cassonetti intelligenti, discarica, capacità e sostenibilità degli impianti, TRES (la nuova tariffa che sostituirà la TARSU dal 2013, se tutto va bene), hanno fatto trapelare nella mente dei convenuti brutti ricordi come la ormai famigerata discarica in contrada Stretto, stranamente e prepotentemente tirata in ballo troppo spesso dal nostro sindaco e dai suoi sodali; cassonetti intelligenti che di intelligente avevano solo la capacità di ingoiare soldi e far arricchire le società fornitrici e manutentrici a danno della collettività; aumenti della TARSU del 40% e via discorrendo.
A pensar male si fa peccato ma purtroppo, spesso e volentieri, ci si azzecca.
E' allora giunto il momento che l'ATO tenga conto della città per continuare a progettare assieme ai suoi cittadini il futuro di Caltanissetta. E l'occasione la forniranno gli stessi cittadini che in modo lungimirante presentarono ormai sette mesi fa una proposta di delibera popolare sul tema dei rifiuti che grazie al lavoro svolto negli ultimi mesi dalle commissioni consiliari vedrà presto la sua discussione in aula. Quella, a nostro avviso, sarà un'occasione unica per parlare assieme alla città dei tanti punti di un bando che potrebbe rivelarsi, se i timori sopra menzionati saranno confermati, un pericoloso boomerang che rischierà di rallentare o addirittura far fallire un progetto che si annuncia come un reale cambio di rotta rispetto al passato.
Noi cittadini al solito forniremo la nostra passione, il nostro tempo, le nostre conoscenze e le nostre professionalità. I sei consiglieri intervenuti nell'assemblea hanno fatto già sapere all'assemblea che sarà lo stesso consiglio comunale a chiedere lumi su quanto già fatto dall'ATO senza rendere conto a nessuno facendo inoltre intendere che verrà trovato un modo istituzionale per far avviare un dialogo proficuo fra cittadini e istituzioni su questi importantissimi temi. E il pensiero va subito a una consulta civica sull'ambiente, prevista fra l'altro dallo statuto comunale, dove le varie associazioni, i movimenti i comitati e i singoli cittadini potranno portare i loro contributi per rendere il percorso di rivoluzione della gestione dei rifiuti quanto più condiviso e vincente possibile.
D'altronde, come cittadini, non chiediamo altro che conoscere in anticipo gli atti amministrativi che verranno adottati sulla nostra pelle e magari apportare per tempo le eventuali dovute modifiche a qualcosa che influirà direttamente nelle nostre vite, e se ci consentite, preferiremo fare parte in casi particolari come questo del processo decisionale che, l'esperienza insegna, quando condotto al chiuso di quattro mura tenendo all'oscuro la collettività causa solo danni e sofferenze che ai nostri tempi non possiamo più permetterci.
Questa è la sfida che la città si troverà ad affrontare nei prossimi mesi dove ci attendiamo un'azione di apertura da parte dell'ATO CL1 magari cominciando a rendere pubblici il bando e i lavori sino ad oggi svolti e cominciare a rendere così partecipi tutti i diretti interessati. Ovvero i cittadini.
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