Più di 80.000 firme a favore della legge di iniziativa popolare “Rifiuti Zero” sono state consegnate lunedì 30 settembre alla presidente della Camera Laura Boldrini. 80.000 firme raccolte da migliaia di cittadini che, senza il clamore che solitamente accompagna le iniziative promosse dai partiti e dai grandi movimenti nazionali, hanno comunque saputo aggregare molteplici ed eterogenee identità sotto la spinta di un'unica idea: garantire un futuro più sostenibile all'Italia.
A leggere i dati si stenta quasi a credere che nel giro di pochi mesi, e senza che nei grandi mezzi di comunicazione come giornali, radio e televisioni nazionali passasse neanche uno spot pubblicitario, si siano raccolte così tante firme. Questo, e considerando anche gli oggettivi limiti caratteristici di un'organizzazione di volontari, dimostra ancor di più che in Italia cresce sempre più una coscienza civica collettiva che sa individuare i reali problemi del paese e sa trovare reali occasioni di trasformare questi problemi in risorsa. Ed è questo ciò che fa la legge denominata “Rifiuti Zero”: trasformare il problema rifiuti in risorsa per i cittadini. Una risorsa che crea benessere diffuso e sostenibile.
Ora la speranza dei cittadini Italiani è, bisogna dire purtroppo visto l'andazzo degli ultimi decenni, legata alla capacità del parlamento di concretizzare ciò che è stato consegnato loro lo scorso 30 settembre. Ma anche per questo, grazie alla rete che nel frattempo si è formata in occasione della raccolta firme, si farà di tutto per “ricordare” ogni giorno ai nostri parlamentari che il tempo delle chiacchiere da salotto sono finite.
Mentre a Roma il comitato centrale vigilerà sull'iter della legge in parlamento, qui da noi faremo meglio a vigilare sulle vicende cittadine e non solo. E' infatti notizia di questi giorni che anche nella parte nord della provincia di Caltanissetta, che lo ricordiamo ha partecipato attivamente alla raccolta nazionale mandando a Roma circa 1.400 firme, è avvenuta la tanto attesa rivoluzione delle SRR di cui si discute ormai da tre anni e che sembrava non dovesse avvenire mai. Una rivoluzione che sulla carta potrebbe dare un'occasione irripetibile a tutti i comuni siciliani per far partire una corretta gestione dei rifiuti volta al recupero degli stessi. La legge regionale del 2010, da cui derivano le SSR, infatti recepisce le direttive europee che dettano una precisa gerarchia sul trattamento dei rifiuti che vede al primo posto il riuso, il recupero e il riciclo del materiale al fine di eliminare il loro smaltimento in discarica e/o il loro incenerimento.
Ma come già anticipato ci toccherà vigilare come non si è mai fatto prima. Ne va del futuro delle nostre città e, perché no, delle nostre tasche di contribuenti. Nonostante alcuni sindaci, e con in testa il sindaco della città capoluogo di provincia, negli anni abbiano imparato anche loro a dire in pubblico paroline magiche come porta porta, raccolta differenziata, compostaggio e selezione del rifiuto, ad oggi non vediamo nelle loro intenzioni e nei loro modi di agire, reali capacità a recepire e quindi ad attuare quei capisaldi riscontrabili anche e soprattutto nella strategia rifiuti zero che ha dato tanti risultati più che positivi nelle varie parti del mondo dove sono stati concretizzati.
Per dirla tutta l'ultima volta che abbiamo sentito parlare il sindaco di Caltanissetta di differenziata fu all'inizio della scorsa estate, quando promise, tuonando su tutti i mezzi di comunicazione cittadini, e in occasione di alcune assemblee, che entro luglio sarebbe partita la raccolta differenziata.
Proprio durante una di questa assemblee cittadine il sindaco Campisi promise inoltre una cosa di estrema importanza. Era stata infatti votata da poco dal consiglio comunale di Caltanissetta una delibera di iniziativa popolare, riguardante sempre la gestione dei rifiuti, che fra i tanti punti ne dettava uno fondamentale: l'istituzione di un osservatorio sui rifiuti che desse la possibilità a molte accreditate realtà cittadine di partecipare attivamente alla progettazione, alle decisioni e all'organizzazione del nuovo servizio di gestione dei rifiuti. Ebbene. Il sindaco promise che si sarebbe fatto carico personalmente di questo punto.
Ad oggi, a ben quattro mesi di distanza, si è però rivelata l'ennesima promessa non mantenuta di un'amministrazione che non ha mai avuto ne il coraggio, ne la capacità, ma soprattutto la voglia, di coinvolgere in decisioni di una certa importanza i suoi cittadini.
E così, mentre in altre città italiane le amministrazioni comunali, sia di destra che di sinistra, utilizzano vari strumenti come consulte civiche, osservatori, referendum, forum etc per chiedere il parere e l'aiuto dei cittadini, da noi, a Caltanissetta, dovremo subire decisioni che ci riguardano in prima persona prese come al solito al chiuso di una stanza, in spregio alle più basilari norme di trasparenza e al riparo da occhi e orecchie che possano far emergere criticità e problemi che generalmente, una volta verificate, difficilmente vi si può porre rimedio.
Ciò che chiediamo al sindaco Michele Campisi è quindi che mantenga almeno una delle promesse fatte, la più importante, durante i suoi infiniti discorsi elargiti alle assemblee cittadine, dove era stato invitato appositamente affinché lui si facesse promotore di un nuovo corso della politica che tenesse realmente conto della volontà e della disponibilità dei cittadini.
Con questa richiesta non riteniamo di pretendere qualcosa di assurdo, irrealizzabile o che, come qualcuno ha avuto la sfrontatezza di dire, di causare con il coinvolgimento dei cittadini un rallentamento dell'azione amministrativa. Anzi. Riteniamo, o meglio, i dati statistici certificano che, i cittadini, visti non come utenti ma come protagonisti attivi della vita cittadina, siano invece indispensabili se si vuole realmente che la gestione dei rifiuti che verrà abbia successo.
Che il rappresentante della città tenga quindi conto, come si fa nelle vere democrazie, dei suoi cittadini, soprattutto prima di prendere importanti decisioni che richiederebbero una preventiva condivisione e successiva validazione da parte della città.
Coordinamento provinciale Legge Rifiuti Zero Caltanissetta

Nessun commento:
Posta un commento