Caro sindaco Campisi. Sarà pure colpa di altri, come lei sempre viene a dirci con solerzia in queste occasioni. Quegli altri che ottimisticamente prevedevano che nel frattempo le amministrazioni locali riuscissero in tre anni a raggiungere quegli obiettivi di legge fissati da tempo come quel 65% di raccolta differenziata che avrebbe dato un senso logico alle cifre necessarie per mantenere il servizio di gestione dei rifiuti a spese del cittadino. Ma anche lei, Signor sindaco, ci consenta di ricordarglielo, ci ha messo un po' del suo.
Nelle sue mani, ben tre anni fa, ha avuto delineata una chiarissima via che oggi, se intrapresa anche solo in parte, avrebbe fatto guardare con meno preoccupazione al futuro.
Lei, caro sindaco, così come il suo consiglio comunale che continua a darle nonostante tutto la fiducia, in tre anni è riuscito solo a sperperare, sempre in extremis, le enormi risorse finanziare a sua disposizione per tamponare, al solito modo temporaneo, le ricorrenti crisi causate dal non pagamento degli stipendi di netturbini e di tariffe alle discariche. Un buon esercizio da vecchio commercialista navigato quale lei è che non ha fatto altro che allungare l'agonia di qualche mese rimandando la soluzione del problema a tempo indeterminato.
Ci dispiace tanto che oggi lei, dopo ben tre anni di appelli e allarmi inascoltati, abbia perso il sonno. Ce ne dispiace perché per primi noi sappiamo cosa significhi non dormire la notte. Da tre anni infatti non ci diamo pace per quel che dobbiamo continuamente sorbirci dalle sue petulanti e vittimistiche uscite che tentano di “giustificare” il suo “non operato” in materia di rifiuti.
Ma fare polemica con lei non serve più a nulla. Piangere sul latte versato non serve più a nulla. Cercare ancora una volta di ragionare assieme a lei, ci avvilirebbe ancor di più oltre che a farci perdere ancora una volta del tempo prezioso.
E dire che sarebbe bastato semplicemente attivare per tempo anche la sola raccolta dell'umido, cosa da lei perseguibile se solo avesse voluto e, anche in contraddizione al principio di prossimità dettato dalle leggi nazionali e regionali in materia di rifiuti, portare in deroga, così come si portano in deroga i rifiuti tal quale a Catania o a Gela, quel 30% dei nostri rifiuti umidi nel vicino impianto di compostaggio di Dittaino, in provincia di Enna, la qual cosa avrebbe fatto risparmiare denaro non solo per i costi di minor trasporto, ma anche per il minor conferimento in discarica e per il guadagno ricavato dal compost. A questo sarebbe stato semplicissimo, senza cambiare una virgola a contratti, lavoratori, mezzi, cassonetti e quant'altro, aggiungere un altro 20-30% di raccolta differenziata che sarebbe potuta scaturire unicamente da una buona campagna di informazione fatta magari in collaborazione con le decine di entità associative della nostra città che da più di tre anni le offrono gratuitamente le loro forze per cercare di migliorare la qualità della gestione dei rifiuti. Sarebbe bastato chiamare alla responsabilità tutti i cittadini chiarendo loro il pericolo che da li a tre anni sarebbe venuto se non si cambiava tutti insieme la rotta.
Niente. Lei si è limitato a sperare che piovesse dal cielo la sua agognata discarica per permetterle per un paio di anni di nascondere la polvere sotto il tappeto. Giusto quel paio di anni per farsi bello davanti ai cittadini e salutarli col ghigno sotto i denti consegnando una bella patata bollente in mano ai prossimi amministratori, e quindi agli stessi cittadini, che avrebbero a che fare in questo modo con i costi della cosa più illogica e fuori legge, e ribadiamo fuori legge, che oggi si possa pensare: costruire nuove discariche dove conferire rifiuti tal quale. Sindaco, la normativa, e di questo deve farsene una ragione, non contempla la sua “avveniristica idea risolutiva”. Ma fornisce ben altri indirizzi.
Siamo sicuri che nelle sue notti insonni nel cercare improbabili soluzioni dell'emergenza dell'ultima ora avrà il tempo per accantonare quella misera cifra dal suo corposo stipendio di amministratore per pagare anche lei la TARES che assieme ai suoi ragionieri proporrà al consiglio comunale per farla votare e lavarsene definitivamente le mani. E siamo sicuri che lei, al contrario di molti di noi, riuscirà presto a riprendere sonno.
A questo punto la preghiamo, signor sindaco, di una cosa. Si faccia una dormita anche per noi, lo faccia per la sua città che a partire dalla prossima bolletta non avrà più tanta possibilità di adagiarsi comodamente in un bel cuscino per schiacciare un saziante e ristoratore pisolino come avete fatto voi, nostri amministratori, da tre anni a questa parte.
Leggi qui il comunicato del sindaco
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