martedì 5 luglio 2011

Assemblea generale del comitato permanente in difesa del cittadino per parlare dei problemi relativi alla TARSU


Il 27 giugno 2011 abbiamo assistito a una delle giornate più belle in consiglio comunale, una giornata che ha visto prevalere una volta tanto i diretti interessi dei cittadini. Grazie infatti a 18 determinatissimi consiglieri comunali è stata votata la delibera che ridefinisce le tariffe della TARSU e che per l'occasione è stata sfoltita di quel famoso 40% di aggravio deciso dal sindaco e dalla sua giunta nel giugno del 2010.
Quello che è successo dopo questa storica giornata è stato però meno bello. Il sindaco si è subito messo in moto per minacciare il consiglio e la città intera che per colpa di "qualche sciagurato" il comune andava in dissesto. In un modo che potremo definire poco corretto ha minacciato la popolazione che sarebbero finiti i fondi per altri capitoli di spesa, primo fra tutti il welfare.
E' incredibile sentire e risentire la conferenza stampa intimidatoria del sindaco che avvisa che i rubinetti sono chiusi da subito per colpa della scelta del consiglio. Purtroppo però dobbiamo ricordare che i rubinetti, e non solo per il welfare, sono letteralmente chiusi ormai da anni come ci ricordano i ricorrenti appelli di associazioni di volontari che chiedono a gran voce quanto spetta loro di diritto per continuare ad operare nel campo dell'assistenza. Ecco perché definiamo scorrette le dichiarazioni del sindaco che fanno ricadere la colpa delle sue mancanze su una decisione del consiglio che non incide nell'immediato, visto che la TARSU 2011 verrà riscossa integralmente nel 2012.
Noi non sappiamo realmente quale sia la situazione finanziaria al comune anche perché non si vede uno stralcio di bilancio che giustifichi qualsiasi tipo di dichiarazione per quanto riguarda dissesti o disequilibri. Per questo ci domandiamo il perché il sindaco continui, nonostante l'assenza di questo fondamentale strumento di previsione, a dichiarare a gran voce il dissesto pretendendo, come fatto nel 2010, che tutti gli credano salvo poi scoprire ancora una volta che il dissesto non era neanche paventabile.
In tutto il balletto di dichiarazioni che si sono succedute in questi giorni frenetici ne raccogliamo due. La prima è quella che consiglia ai politici di ridurre i costi della politica stessa. Questo non risolverebbe certo la situazione finanziaria ma quantomeno ridarebbe quel senso di credibilità che è andata persa nei confronti di coloro che sono perfettamente in grado di aumentare tasse ai contribuenti ma che sono altamente restii a rinunciare a veri e propri privilegi personali e a sperperare denaro pubblico con consulenze, premi di produzione e spese discutibili che in questo periodo di crisi schiaffeggiano violentemente le migliaia di famiglie che stentano ad arrivare a fine mese.
La seconda viene direttamente dai consiglieri che sostengono il sindaco e che rilanciano l'ipotesi di un dialogo all’interno del consiglio per trovare soluzioni condivise e per scongiurare possibili dissesti. Ecco, è questo quello che i cittadini vogliono sentire, e non le reiterate minacce di cui sopra. Nel 2009 la città ha dato mandato a un sindaco e a 30 consiglieri di occuparsi dei problemi dei cittadini, chiedendo loro di non far gravare le scelte esclusivamente sulle spalle dei contribuenti.
Ci auguriamo quindi che l'invito fatto dai consiglieri del pdl venga concretizzato e ci aspettiamo che venga accolto principalmente dal sindaco, visto che l'opposizione ha già raccolto l'invito. Sindaco al quale inoltre chiediamo di non continuare nella sua strategia terroristica ma che al contrario accolga la richiesta dei consiglieri, di maggioranza e opposizione, a condividere scelte e decisioni in consiglio come egli stesso suggerì a noi del comitato in tempi non sospetti, quando durante i nostri incontri ci informava giustamente di passare prima dal consiglio, organo supremo per le decisioni che interessano la città. E così noi abbiamo sempre fatto, presentando al consiglio, fra le altre cose, una proposta di delibera di iniziativa popolare che avevamo proposto in prima istanza proprio al sindaco lo scorso marzo nella speranza che fosse stato lui a presentarla in consiglio per condividere un reale percorso di cambiamento nella giusta sede istituzionale. Oggi però vediamo un sindaco che non tiene assolutamente conto del consiglio e che si isola in modo alle volte arrogante presentando poi alla città il suo, spesso discutibile, lavoro pretendendo che questo venga accolto positivamente. E le notizie sul bando di gara della nettezza urbana che verrà presentato a breve, e di cui nessuno ne conosce i contenuti, sono un'ulteriore dimostrazione di come intende svolgere il suo compito il sindaco.
Caro sindaco. Le rigiriamo quindi il suo prezioso suggerimento e le chiediamo di rivolgersi in modo positivo e propositivo innanzi al suo consiglio comunale, perché solo con tutti e 30 i consiglieri può pretendere di intraprendere percorsi realmente risolutivi che, grazie alla collegialità delle decisioni, possono certamente convincere la popolazione che un buon lavoro sia stato concretamente fatto per il bene dei cittadini.
Giovedì 7 luglio alle 19 il comitato ha indetto un'assemblea generale dove incontrerà i cittadini presso i locali della chiesa San Giuseppe per informarli delle azioni intraprese, e tutt'ora in corso, dal comitato. All'assemblea sono invitati tutti i consiglieri, di maggioranza e opposizione, ai quali chiederemo di riferirci gli ultimi sviluppi riguardo la questione sulla revoca dell'aumento della TARSU e ai quali porgeremo ufficialmente i nostri ringraziamenti per il lavoro sin qui svolto.
La città ha bisogno di parlare con chi li rappresenta anche per essere rassicurata su questioni di primaria importanza.

Il comitato permanente in difesa del cittadino.

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