giovedì 7 luglio 2011

Bando nettezza urbana. Cambiare tutto per non cambiare nulla. Ovvero come sprecare un'occasione


Quando lo scorso 20 maggio il Dipartimento delle Acque e dei Rifiuti della Regione autorizzò il sindaco di Caltanissetta a gestire direttamente, facendo riferimento agli uffici tecnici comunali, la gara d'appalto sui rifiuti, la prima reazione che era venuta a molti di noi fu quella di dire: "E' un'occasione da non perdere". In quei giorni si cominciava già a discutere delle costituende SRR e in modo certamente unanime si era deciso che questi nuovi soggetti rappresentavano l'ennesimo carrozzone da evitare ad ogni costo. Per questo motivo la possibilità di gestire direttamente, come avveniva un tempo, la questione dei rifiuti poteva rappresentare una concreta occasione per bypassare lunghi passaggi burocratici, perdite di risorse e soprattutto di tempo. Inoltre poteva essere avviato un percorso virtuoso che avrebbe potuto definitivamente risolvere le periodiche e sempre più frequenti emergenze sui rifiuti.

In quell'occasione il comitato spinse l'acceleratore sul pedale per cercare quanto prima di presentare al comune la sua proposta di delibera che prevede la riorganizzazione totale del sistema di gestione dei rifiuti, e su questo ci aspettavamo, una volta tanto, l'apertura da parte del sindaco il quale in precedenti incontri ci aveva in qualche modo rassicurato su una possibile collaborazione fra cittadini, sindaco e consiglio per trovare percorsi condivisi per la definitiva risoluzione dei problemi relativi ai rifiuti.
E invece, ancora una volta, abbiamo assistito non solo alla totale chiusura del sindaco nei confronti dei suoi cittadini, ma, cosa ancor più grave, nei confronti del consiglio comunale che da quel che è dato sapere non ha avuto voce in capitolo nella stesura del bando di gara che, dopo vari proclami, ha finalmente visto la luce il 5 giugno.
Un bando di gara che da quel che sappiamo non è stato fatto dagli uffici tecnici comunali ma è stato redatto ancora una volta grazie all'ausilio di consulenti esterni per una cifra che naturalmente si sconosce.
Ma andiamo a leggere questo famigerato bando. Le dichiarazioni del sindaco avevano già chiarito alla città che il bando sarebbe servito sia a ridurre i costi del servizio del 33% sia per avviare un nuovo percorso sul ciclo integrato di rifiuti che prevedeva una certa percentuale di differenziata, il porta porta e altre cose. E probabilmente, se la gara verrà celebrata, l'obiettivo iniziale di ridurre almeno una parte dei costi verrà, si spera, raggiunto.
“Si spera” perché purtroppo ci si accorge immediatamente di molte cose di cui non riusciamo proprio a comprenderne l'essenza e che gettano il fondato dubbio che i costi invece di diminuire continueranno a crescere.
Guardando il bando ci si rende subito conto che probabilmente l'unica vera intenzione di chi l'ha scritto è stata quella di mantenere lo status quo per tutto il 2011 e oltre. Non si spiegherebbe sennò quel 10% di differenziata da raggiungere entro la fine del 2011 quando già oggi, secondo alcune autorevoli fonti, siamo attorno al 11%. Ma il bello, se così possiamo definirlo, viene proprio per gli eventuali 12 mesi di rinnovo dell'appalto da svolgersi nel 2012.
Nel capitolato si legge: “La durata dell’appalto è fissata in mesi tre, con decorrenza dalla data di effettivo inizio dello stesso e comunque sino al 31 Dicembre 2011; eventualmente rinnovabile per altri dodici mesi solo e soltanto se, per cause indipendenti dalla volontà di questo Comune, alla scadenza del Dicembre 2011 non sarà stato perfezionato l’appalto per l’affidamento del servizio in questione da parte della istituendo SRR”.

A questo punto si aprono due ipotesi. La prima. Le SRR riescono a costituirsi entro il dicembre 2011 e riescono a indire un bando per la nuova gestione dei rifiuti. In questo caso l'attuale bando sarà quindi servito a mantenere, come detto prima, lo status quo senza passare per proroghe che vanno avanti ormai da diversi anni.
La seconda. Molto probabilmente le SRR non vedranno la luce tanto presto e quindi si dovrà rinnovare la durata dell'appalto che per i primi 6 mesi del 2012 prevede il raggiungimento del 30% di differenziata e per gli ultimi 6 mesi il 40%. Ma tutto questo senza dire chi e come dovrà investire o trovare le strutture necessarie adatte per far partire la differenziata. Per quanto riguarda vetro, plastica e cartone sappiamo che in provincia ci sono strutture, che sono attualmente sottoutilizzate, adatte per ricevere questo tipo di materiali. Ma nel bando si parla anche chiaramente di compostaggio, che in percentuale rappresenta più del 40% del rifiuto, e di impianti di compostaggio che, salvo notizie dell'ultima ora, non risultano essere presenti in provincia e di cui sappiamo che il primo centro di compostaggio a noi più vicino è quello sito in località Dittaino, a Enna. Per concludere l'opera si parla di conferire la parte non differenziata in discariche che se distanti più di 100 km vedranno i maggiori costi di trasporto addebitati al comune.

E quindi? Cosa cambia realmente da oggi? In pratica non cambia nulla, si da solo un mandato legale a chi si aggiudicherà il bando, che molto presumibilmente sarà la Nissambiente, a proseguire la raccolta dei rifiuti urbani con le stesse identiche caratteristiche della gestione attuale. Perché possiamo dire con certezza questo.
Perché prima di tutto, per avviare una seria campagna di gestione dei rifiuti, sono necessari investimenti di non poco conto. E dubitiamo fortemente che questi investimenti possano essere fatti da un'azienda che sa di dover operare per soli 3 + 12 “probabili” mesi. Non la immaginiamo proprio un'azienda che acquista contenitori e mezzi per il conferimento e il trasporto dell'umido, e che inoltre deve sostenere ulteriori spese di trasporto per portare il materiale fuori provincia, per poi cercare di ricavare entro un anno gli investimenti messi in campo o addirittura farci degli utili. Un altro indizio che ci fa certamente dire che tutto rimarrà esattamente come oggi è il fatto che mantenendo la raccolta con i cassonetti stradali, e limitandosi a fare una seria campagna di informazione, può essere raggiunto solo il 40% di raccolta differenziata, come gli studi di settore dichiarano apertamente. E guarda caso nel bando si fa riferimento proprio a quel 40%, quota che con una raccolta porta a porta fatta in tutto il territorio comunale verrebbe agevolmente superata nel giro di pochi mesi, e non anni. Porta a porta che per i motivi di cui sopra (investimenti da recuperare entro un anno) dubitiamo possa esser messa realmente in pratica.

Quanto detto sopra, e per quanto è scritto nel resto del bando, ci fa intuire inoltre senza ombra di dubbio che Caltanissetta per i prossimi anni sarà totalmente assoggettata all'attuale sistema delle discariche, argomento questo tanto doloroso quanto oneroso e che lancia il fondato sospetto che milioni di euro verranno presto persi per l'individuazione e la costruzione di nuove inutili e dannose mega discariche per far fronte alle inevitabili emergenze che già da mesi si succedono ininterrottamente nella nostra città. E la cosa che ci sconvolge è che in questo sistema sarà purtroppo necessario l'avvento di nuove discariche mangia soldi, poiché in campo non sono state messe soluzioni alternative valide che, seppur esistenti e già praticate da molti comuni italiani, non sono state minimamente considerate da chi di dovere.
Quindi proviamo a fare due conti finali.
Il bando di gara prevede un esborso di circa 6 milioni di euro a carico dell'ATO CL1 e quindi dei contribuenti, per i servizi di base della gestione dei rifiuti. In precedenza ammontavano a circa 8 milioni. I costi delle discariche, dei maggiori costi di trasporto per discariche distanti oltre i 100 km, e l'eventuale costo per l'individuazione e la creazione di nuove discariche in suolo nisseno sono a carico del comune, e quindi sempre del contribuente. Esattamente come avviene oggi.

A tutto questo va aggiunto purtroppo che l'eventuale discarica, se e quando verrà costruita, per quanto grossa possa essere pensata, non sarà eterna. Ciò significa che il problema è semplicemente rimandato di qualche anno, dove vedremo aumentare ancora a dismisura le spese presenti e future e dove i soldi spesi per la costruzione delle discariche stesse andranno letteralmente in fumo.

Una grossa occasione sprecata. Ecco cosa è il bando che verrà espletato il prossimo settembre. Caltanissetta ha perso l'occasione di investire le poche risorse in suo possesso e di sfruttare la particolare situazione che si era venuta a creare grazie all'intervento della Regione Sicilia per risolvere definitivamente un problema che si ripresenterà in tutta la sua virulenza quanto prima.
Noi del comitato continueremo a spingere la nostra proposta di delibera in consiglio che guarda in tutt'altra direzione e che prevede una programmazione attenta e seria su tutto il ciclo integrato dei rifiuti, che fa a meno di discariche di grosse dimensioni che con l'attuale sistema in vigore e per quanto previsto dal nuovo bando sono indispensabili (sebbene tutt'oggi mancanti), e che prevede il riutilizzo di tutto il materiale post consumo sino a quote che possono sforare agevolmente il 70% in pochi mesi.
Purtroppo la decisione intrapresa da chi si è fatto promotore di questo nuovo bando non fa altro che rallentare o addirittura bloccare un processo che si sarebbe potuto avviare con enormi benefici reali e tangibili per tutta la cittadinanza. Processo che in altre zone di Italia ha portato sviluppo e lavoro e che ha trasformato in risorsa qualcosa da sempre ritenuta rifiuto. A noi del comitato non resta quindi altro che continuare a portare avanti le nostre battaglie di civiltà con la speranza che un giorno potremo godere dei benefici che ne potrebbero venire.

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