giovedì 19 maggio 2011

Situazione TARSU. Facciamo un po di ordine

In questi giorni si sono alzati un po i toni a causa di alcune dichiarazioni del sindaco che, smentendosi, ha dichiarato che l'aumento si ripercuoterà per tutti gli anni avvenire invitando per questo l'ATO CL1 a emettere le bollette perché è per colpa di questo mancato introito, secondo il sindaco, che oggi i netturbini non ricevono lo stipendio e che sono quindi scesi in sciopero. Proviamo a fare un po d'ordine partendo da altre dichiarazioni come quella della dott.ssa Elisa Ingala, commissario liquidatore dell'ATO CL1.
La dottoressa dice che a causa della politica la riscossione dell’aumento del 40 per cento per l’anno 2010 non ha prodotto alcun risultato finanziario e l’incasso, che conosceremo il 15 di giugno, sarà insoddisfacente. In merito alle difficoltà incontrate nel corso della sua gestione, la dott.ssa Ingala ha ricordato che le numerose convocazioni di tavoli tecnici con il comune di Caltanissetta sono andate deserte, rammaricandosi inoltre del disservizio causato dallo sciopero dei netturbini dato che fin dall’insediamento ha chiesto ai comuni di intervenire al fine di avere una tranquillità gestionale con le necessarie risorse finanziarie. La dott.ssa Ingala ha spiegato che il servizio costa 12 milioni e 600 l’anno e che con la riscossione dei ruoli si riescono a introitare 9 milioni di euro e quindi i restanti 3 milioni e 600 devono essere erogati in via sussidiaria dal Comune, con una contribuzione mensile di circa 300 mila euro.
”Ho cercato di creare delle economicità - ha detto la Ingala - ma se vogliono ridurre i costi possiamo farlo, purché sia il Comune ad assumersi le responsabilità della rimodulazione del servizio".


Queste le parole del commissario liquidatore che intanto chiariscono che l'attuale crisi del servizio di NU non è da addebitarsi a bollette non ancora recapitate, visto e considerato che comunque fino al 15 giugno non possono essere disponibili tali somme.
Ora sappiamo che in ballo c'è anche quel famigerato appalto che secondo le dichiarazioni del Sindaco abbasserà i costi di gestione. Noi non sappiamo come si stia portando avanti questo nuovo bando. Sentiamo dire che entro luglio sarà espletato ma non abbiamo neanche l'idea di cosa preveda e come riuscirà ad abbassare i costi di gestione. L'unica cosa che traspare è che probabilmente per abbassare i costi, le ditte che vorranno aggiudicarsi l'appalto, dovranno tagliare alcuni posti di lavoro. Questa è una concezione di fare economia antiquata e bigotta che ritiene il taglio dei posti di lavoro come unica alternativa per rendere un servizio più economico ed efficiente.
Noi fra l'altro non siamo assolutamente convinti che la maggior parte dei costi attuali siano da addebitare agli stipendi degli operai che fra le altre cose svolgono bene il loro lavoro. Siamo invece convinti che i maggiori costi siano da addebitarsi alla discarica e al carburante necessario per trasportare le diverse tonnellate di rifiuto indifferenziato in discariche fra l'altro a noi lontane.

Nella delibera di giunta n.63 del 29-06-2010, quella che ha decretato l'aumento del 40% della TARSU, veniamo sonoramente schiaffeggiati da un dato che riporta i ricavi provenienti dai contributi CONAI, il consorzio che fra i suoi compiti redistribuisce ai comuni che fanno raccolta differenziata i fondi accumulati dalla vendita degli imballaggi come bottiglie, vetro etc, pari a € 230.000,00. Se fossimo al 65% di raccolta differenziata, come prescrive la legge, avremo introiti di almeno 1.300.000€. Senza contare che, se fossimo sempre a un 65% di differenziata, si abbasserebbero i costi di discarica e di trasporto per il minor volume di rifiuto indifferenziato che andrebbe irrimediabilmente perso con quel sistema.

Il 22 marzo scorso, anche per questo motivo, abbiamo proposto al sindaco una rimodulazione del servizio che realmente abbassi i costi di gestione e che oggi potete leggere nella proposta di delibera di iniziativa popolare per la quale stiamo raccogliendo con successo le firme per presentarla al comune in modo che se ne parli in consiglio. Ogni giorno ascoltiamo in tv esempi di comuni virtuosi che del problema ne hanno fatto una risorsa inventandosi un ciclo integrato dei rifiuti che garantisce posti di lavoro, un servizio ecosostenibile, economico ed efficiente. Ci sono aziende che col rifiuto fanno affari d'oro in modo pulito, e non come la camorra, che smaltisce i rifiuti in modo illegale causando danni ambientali che piangeremo per anni. Queste aziende oggi sono in grado di portarci al cosiddetto "rifiuto zero" recuperando anche quella parte di rifiuto che qualche anno fa veniva stoccato in discarica perchè non recuperabile con la sola differenziata. E per fare questo sono addirittura disposte A COMPRARE il rifiuto.

Il Sindaco queste cose ormai dovrebbe conoscerle e non si capisce perchè in questi mesi non si sia attivato in tal senso. Lo sentiamo lagnarsi sempre di aver ereditato problemi dalle passate amministrazioni, ma sono ormai passati quasi tre anni dal suo insediamento e l'unica cosa che è stato in grado di fare è puntare il dito contro gli altri senza cercare di risolvere alla fonte quei problemi. In campagna elettorale il sindaco ha convinto i cittadini che avrebbe risolto i problemi della città causati dalle passate gestioni. I cittadini hanno voluto dargli quest'occasione fidandosi delle sue parole, consapevoli che realmente c'erano gravi problemi di difficile soluzione. Ora però il sindaco non può aggravare questi problemi facendo ricadere i costi di colpe altrui sulla testa della città soprattutto quando gli sono state chiaramente mostrate vie alternative più sostenibili.

Il 12 aprile 2011 il Consiglio Comunale, riunito su richiesta del “Tavolo Permanente contro l'aumento della TARSU”, ha dato indirizzo al Sindaco con una delibera votata da 18 consiglieri su 30 di revocare in autotutela la Delibera G.M. N° 63 del 29/06/2010 e la Determina Sindacale n° 38 del 29/06/2010.
Nella stessa seduta, il Consiglio Comunale ha inoltre impegnato il Sindaco a utilizzare 2 milioni di euro accantonati in sede di Approvazione del Bilancio 2010 per compensare la riduzione dell'aliquota TARSU 2010.
Inoltre sappiamo che il Sindaco Campisi ha disposto l'aumento del 40% della TARSU riducendo contestualmente di quasi 2 milioni e 300 mila Euro il contributo che sino al 2009 il comune versava all'ATO portandolo così da 4 milioni di Euro ad 1 milione e 700 mila Euro.

Per questo motivo, oltre alla proposta di delibera di iniziativa popolare abbiamo iniziato una raccolta firme per una petizione in cui si chiede di dar mandato all'atto di indirizzo votato a maggioranza assoluta dai consiglieri e quindi di revocare la Delibera G..M. n. 63 del 29/06/2010 e la successiva Determina Sindacale n. 38 del 29/06/2010, adottate per l’aumento della TARSU e l’adozione immediata di ogni utile determinazione per avviare un percorso virtuoso sul ciclo di raccolta, trattamento, riutilizzo dei rifiuti e contenimento della spesa, concordando con la previsione dell’atto di indirizzo votato dal Consiglio Comunale di Caltanissetta.

Il Comitato cittadino, che lo ricordiamo, non è composto da parti politiche ma da semplici cittadini che hanno intrapreso un percorso di difesa dei propri diritti sin dallo scorso febbraio, a breve consegnerà ufficialmente le firme raccolte per la delibera di iniziativa popolare al comune. In questo percorso dobbiamo registrare l'approvazione e l'appoggio non solo morale di alcuni movimenti e partiti politici che hanno capito le istanze di noi cittadini. Molti consiglieri comunali inoltre hanno dato il loro contributo nella lotta che i cittadini stanno portando avanti e di questo non possiamo che esserne grati. Per questo la nostra petizione fra le altre cose da supporto all'azione che il consiglio comunale ha intrapreso lo scorso 12 aprile e qualsiasi altra iniziativa intrapresa in consiglio nei termini sopra descritti incontrerà sicuramente il nostro parere favorevole e il nostro supporto.

I cittadini sono stanchi di subire aumenti causati da una politica poco attenta e per nulla diligente. Invece di fare proclami che non fanno altro che infiammare gli animi dei cittadini il sindaco dovrebbe prendere a cuore le proposte nate in sede assembleare e dalle tante riunioni tenute dal comitato che dicono un netto e deciso SI alla rimodulazione del servizio a patto che sia fatto in modo organico, serio e con la prospettiva di rendere nel futuro prossimo un servizio economico, efficiente e pulito, capace nello stesso tempo di creare lavoro e sviluppo.

Nessun commento:

Posta un commento